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Cervicobrachialgia ed ernia cervicale: dal collo al braccio
Il tratto cervicale è il segmento più mobile della colonna e quello con il carico minore, ma è il secondo più colpito da patologie dopo il tratto lombare. La cervicobrachialgia è il dolore che dal collo si irradia al braccio.

Anatomia del tratto cervicale
Il collo è formato da sette vertebre, con forme diverse tra loro: l’atlante (C1) regge il peso della testa; l’epistrofeo (C2) fa da perno e permette i movimenti del “no” e del “sì”. Curiosità: tutti i mammiferi hanno sette vertebre cervicali.
Le patologie principali del collo
- Ernia del disco cervicale: comprime una radice nervosa e causa la cervicobrachialgia.
- Spondilosi cervicale: artrosi con disturbi di lunga durata, prevalenza di dolore al collo, più comune nella terza età e spesso su più livelli.
- Mielopatia cervicale: sofferenza del midollo spinale, con riflessi vivaci, alterazioni della marcia, aumento del tono muscolare e riflessi patologici (Babinski, Hoffmann).
I sintomi
- Dolore al collo che può estendersi dalla base del cranio alla spalla.
- Dolore al braccio fino alla mano, spesso lancinante o bruciante.
- Formicolio e intorpidimento di braccio e dita.
- Debolezza dei muscoli di braccio e mano.
Quando preoccuparsi
Vanno valutati presto: goffaggine delle mani (difficoltà ad abbottonarsi, scrivere, tenere gli oggetti), instabilità nel camminare, formicolio a entrambe le mani o alle gambe, perdita di forza che peggiora. Sono possibili segni di mielopatia: le linee guida internazionali raccomandano la chirurgia nelle forme moderate e gravi e una stretta sorveglianza o la chirurgia nelle forme lievi [2].
Come si cura
- Terapia farmacologica: antidolorifici, FANS e miorilassanti.
- Fisioterapia: esercizi per rinforzare i muscoli del collo e migliorare la postura.
- Trattamenti fisici e manuali, come la trazione cervicale.
- Infiltrazioni in casi selezionati.
La storia naturale è spesso favorevole
Nella radicolopatia cervicale da ernia del disco la maggior parte dei pazienti migliora con le cure conservative nell’arco di settimane o pochi mesi; la chirurgia si riserva a dolore persistente e invalidante, deficit motori importanti o segni di compressione del midollo [1].
La chirurgia
Quando necessaria, l’intervento rimuove l’ernia e decomprime i nervi. La tecnica più utilizzata è l’artrodesi cervicale per via anteriore (ACDF), eseguita al microscopio. Nella mielopatia, la decompressione chirurgica ha migliorato funzione e qualità di vita in un ampio studio multicentrico [3].
Prevenzione
- Postura corretta e postazione di lavoro ergonomica, con lo schermo all’altezza degli occhi.
- Esercizio regolare per i muscoli del collo e delle spalle.
- Evitare movimenti bruschi e sforzi eccessivi.
Video del Dott. Lavanga
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Riferimenti scientifici (PubMed)
- Carette S et al. Clinical practice. Cervical radiculopathy. N Engl J Med. 2005. PMID 16049211
- Fehlings MG et al. A Clinical Practice Guideline for the Management of Patients With Degenerative Cervical Myelopathy: Recommendations for Patients With Mild, Moderate, and Severe Disease and Nonmyelopathic Patients With Evidence of Cord Compression. Global Spine J. 2017. PMID 29164035
- Fehlings MG et al. Efficacy and safety of surgical decompression in patients with cervical spondylotic myelopathy: results of the AOSpine North America prospective multi-center study. J Bone Joint Surg Am. 2013. PMID 24048552
Contenuto informativo: non sostituisce la visita medica, la diagnosi o una terapia personalizzata.