Patologie · Colonna cervicale e lombare
Discopatia cervicale e lombare: che cos’è, quando fa male e come si cura
Con il termine discopatia si indica la degenerazione di uno o più dischi intervertebrali: il disco perde acqua, si abbassa e può fissurarsi. È un reperto molto frequente alla risonanza magnetica, anche in chi non ha alcun dolore [1]. Diventa un problema quando provoca un dolore che non passa o quando, insieme a un’ernia o a una stenosi, comprime un nervo. Nella grande maggioranza dei casi si cura senza intervento.
Che cos’è la discopatia
Tra una vertebra e l’altra si trova un disco che fa da ammortizzatore: al centro c’è il nucleo polposo, un gel ricco d’acqua, circondato dall’anello fibroso, fatto di strati di fibre incrociate. Con il tempo il disco può perdere acqua e altezza, e l’anello può sviluppare piccole fissure.
Gli studi distinguono il normale invecchiamento del disco dalla vera degenerazione, cioè un cedimento della struttura del disco (fissure, ernie, lesioni delle placche vertebrali) a cui le cellule del disco rispondono in modo anomalo. Si parla di malattia degenerativa del disco solo quando il disco degenerato è anche doloroso [2]. Anche i termini del referto hanno un significato preciso: la bombatura (bulging) è un’estensione ampia e uniforme del disco oltre i suoi margini, mentre protrusione ed estrusione indicano un’ernia vera e propria [15].
Il disco sano e le radici nervose
Due vertebre lombari con il disco tra loro: uno spicchio è stato tolto per mostrare l’interno.
Cosa mostra ogni numero
- 1Nucleo polposo. Il gel centrale, ricco d’acqua: è la parte che per prima perde idratazione nella discopatia.
- 2Anello fibroso. Strati concentrici di fibre che contengono il nucleo; con gli anni possono comparire fissure.
- 3Corpo vertebrale. La parte anteriore e più robusta della vertebra, che sostiene il peso.
- 4Sacco durale. La guaina che contiene il liquor e le radici nervose.
- 5Radici nervose. Escono di lato attraverso i forami: se il disco o un’ernia le comprimono, il dolore scende alla gamba.
- 6Elementi posteriori. Processi spinosi, processi trasversi e faccette articolari.
Illustrazione semplificata, la stessa usata nella pagina sull’ernia del disco.
Perché il disco degenera
Per decenni la discopatia è stata considerata soprattutto il frutto dell’“usura” e dei lavori pesanti. Gli studi sui gemelli hanno cambiato questa idea: la degenerazione del disco dipende in larga parte dall’ereditarietà, mentre le differenze di carico fisico sul lavoro e nel tempo libero hanno mostrato un effetto sorprendentemente piccolo. Il fumo aumenta la degenerazione, ma in misura modesta; peso corporeo e forza muscolare contano più dei carichi lavorativi, e il carico quotidiano abituale potrebbe perfino fare bene al disco [3].
Tra le cause riconosciute ci sono quindi la predisposizione genetica, l’età, il limitato nutrimento del disco (che ha pochi vasi sanguigni) e la storia dei carichi, che insieme possono indebolire il disco fino a farlo cedere anche durante le attività di tutti i giorni [2]. Un disco adulto ha una capacità di riparazione limitata: per questo l’obiettivo delle cure è far stare bene la persona, non “ringiovanire” il disco.
I sintomi: schiena e collo
Discopatia lombare. Il sintomo più comune è il mal di schiena che varia con le posizioni e i carichi, spesso a fasi alterne. Se al disco degenerato si associa un’ernia del disco o un restringimento del canale (stenosi lombare), il dolore può scendere lungo la gamba con formicolio o perdita di forza. Quando il disco si abbassa molto può contribuire anche allo scivolamento di una vertebra (spondilolistesi).
Discopatia cervicale. Dà dolore e rigidità al collo. Se il disco, un’ernia o gli osteofiti (“becchi” ossei) comprimono una radice nervosa, il dolore si irradia al braccio: è la cervicobrachialgia. Se la compressione riguarda il midollo spinale si parla di mielopatia cervicale: mani goffe, difficoltà nei gesti fini, cammino incerto. È una condizione da valutare senza ritardi [10].
Quando rivolgersi subito al medico
Alcuni segnali richiedono una valutazione urgente, perché possono indicare una compressione grave dei nervi o una causa diversa dalla discopatia [14]:
- perdita di forza alle gambe o alle braccia che peggiora;
- difficoltà a urinare, perdita di controllo di vescica o intestino, insensibilità della zona genitale e interna delle cosce;
- febbre, calo di peso non spiegato o una storia di tumore;
- dolore dopo un trauma importante, o in caso di osteoporosi nota;
- mani goffe e cammino instabile che compaiono o peggiorano.
Come si fa la diagnosi
La diagnosi parte dalla visita: la storia del dolore, l’esame della forza, dei riflessi e della sensibilità. La risonanza magnetica mostra lo stato dei dischi: un disco sano è chiaro nelle sequenze T2 perché ricco d’acqua, quello degenerato diventa più scuro e più basso. I radiologi lo classificano in cinque gradi (classificazione di Pfirrmann), con buona affidabilità tra osservatori diversi [4].
Nel referto si trovano spesso le alterazioni di Modic, cambiamenti dell’osso accanto al disco descritti in tre tipi [6]. Sono presenti in una mediana del 43% delle persone con lombalgia o sciatica contro il 6% della popolazione generale [5]; nelle persone fino a 50 anni il tipo 1 è associato al mal di schiena più degli altri [7].
Il punto chiave è che dischi scuri, bombature e piccole protrusioni sono molto comuni anche in chi sta bene, e diventano più frequenti con l’età [1]. Sotto i 50 anni sono un po’ più frequenti in chi ha mal di schiena [7], ma da sole non spiegano il dolore. La risonanza va sempre letta insieme ai sintomi e alla visita.
Disco sano e disco degenerato alla risonanza
Schema di una risonanza lombare in sezione laterale (sagittale), sequenza T2: in bianco l’acqua.
Schema didattico, non una risonanza di un paziente. A sinistra la parte anteriore, a destra la schiena; dall’alto in basso L3, L4, L5 e il sacro.
Cosa mostra ogni numero
- 1Corpo vertebrale. Le vertebre appaiono grigie, con un segnale uniforme.
- 2Disco sano (L3-L4). Chiaro in T2 perché ricco d’acqua.
- 3Disco degenerato (L4-L5). Più scuro e più basso (il cosiddetto “disco nero”): ha perso acqua. È il quadro tipico della discopatia.
- 4Piccola ernia. Sporgenza scura dietro al disco che entra nel canale: non sempre è presente.
- 5Liquor. Il liquido che circonda le radici: in T2 è bianco brillante.
- 6Radici della cauda equina. Le linee sottili che scendono nel liquor.
- 7Processi spinosi. Gli elementi ossei posteriori.
- 8Disco sano (L5-S1). Di nuovo chiaro, con altezza conservata.
Lo stesso schema è usato nella pagina sull’ernia del disco.
Le cure senza intervento
Nella lombalgia cronica le linee guida dell’American College of Physicians raccomandano di partire dalle cure non farmacologiche: esercizio terapeutico, riabilitazione multidisciplinare, esercizi di controllo motorio, terapia cognitivo-comportamentale, tecniche di rilassamento e mindfulness, yoga o tai chi, agopuntura o manipolazioni. Se non bastano, si considerano i farmaci antinfiammatori come prima scelta [8].
L’esercizio è il trattamento con le prove più solide: una revisione Cochrane di 249 studi conclude che riduce il dolore in modo clinicamente importante rispetto a nessun trattamento o alle cure abituali [9]. Per questo il percorso conservativo si costruisce con i fisioterapisti di Ortho-Next, con un programma personalizzato e progressivo. Nella fase acuta, quando il dolore si irradia alla gamba o al braccio, si possono valutare in casi selezionati anche le infiltrazioni.
Quando si valuta l’intervento
Se c’è solo mal di schiena, senza compressione dei nervi, l’intervento non è la prima strada. Tre studi randomizzati hanno confrontato l’artrodesi lombare con una riabilitazione intensiva basata su esercizio e approccio cognitivo-comportamentale: a uno-due anni i risultati sono stati simili o con una differenza minima [11] [12], e dopo una media di 11 anni non c’era alcuna differenza [13].
La chirurgia si valuta invece quando la discopatia si accompagna a una compressione dei nervi con sintomi importanti o deficit, a una mielopatia cervicale, a uno scivolamento vertebrale o a una deformità, sempre dopo una visita e con esami che corrispondono ai sintomi. A seconda del caso le tecniche sono:
- la microdiscectomia o l’endoscopia vertebrale biportale, per liberare la radice da un’ernia;
- la decompressione del canale nella stenosi lombare;
- l’artrodesi lombare (TLIF, XLIF, ALIF), quando il segmento va fuso;
- l’artrodesi cervicale anteriore (ACDF), per la radice o il midollo compressi nel collo.
La decisione si prende sempre insieme al paziente: non si opera un’immagine, si cura una persona.
Vivere con la discopatia
Una discopatia alla risonanza non significa avere una schiena fragile. Restare attivi, camminare ogni giorno, mantenere forti i muscoli del tronco e un peso adeguato, non fumare e fare pause frequenti quando si sta seduti a lungo aiutano a controllare i sintomi. Il movimento quotidiano non danneggia il disco [3] [11].
Approfondimenti correlati
Riferimenti scientifici (PubMed)
- Brinjikji W et al. Systematic literature review of imaging features of spinal degeneration in asymptomatic populations. AJNR Am J Neuroradiol. 2015. PMID 25430861
- Adams MA, Roughley PJ. What is intervertebral disc degeneration, and what causes it? Spine. 2006. PMID 16915105
- Battié MC et al. The Twin Spine Study: contributions to a changing view of disc degeneration. Spine J. 2009. PMID 19111259
- Pfirrmann CW et al. Magnetic resonance classification of lumbar intervertebral disc degeneration. Spine. 2001. PMID 11568697
- Jensen TS et al. Vertebral endplate signal changes (Modic change): a systematic literature review of prevalence and association with non-specific low back pain. Eur Spine J. 2008. PMID 18787845
- Modic MT et al. Degenerative disk disease: assessment of changes in vertebral body marrow with MR imaging. Radiology. 1988. PMID 3336678
- Brinjikji W et al. MRI findings of disc degeneration are more prevalent in adults with low back pain than in asymptomatic controls: a systematic review and meta-analysis. AJNR Am J Neuroradiol. 2015. PMID 26359154
- Qaseem A et al. Noninvasive treatments for acute, subacute, and chronic low back pain: a clinical practice guideline from the American College of Physicians. Ann Intern Med. 2017. PMID 28192789
- Hayden JA et al. Exercise therapy for chronic low back pain. Cochrane Database Syst Rev. 2021. PMID 34580864
- Theodore N. Degenerative cervical spondylosis. N Engl J Med. 2020. PMID 32640134
- Brox JI et al. Randomized clinical trial of lumbar instrumented fusion and cognitive intervention and exercises in patients with chronic low back pain and disc degeneration. Spine. 2003. PMID 12973134
- Fairbank J et al. Studio randomizzato MRC (Regno Unito): artrodesi lombare a confronto con un programma di riabilitazione intensiva nella lombalgia cronica. BMJ. 2005. PMID 15911537
- Mannion AF, Brox JI, Fairbank JC. Comparison of spinal fusion and nonoperative treatment in patients with chronic low back pain: long-term follow-up of three randomized controlled trials. Spine J. 2013. PMID 24200413
- Finucane LM et al. International Framework for Red Flags for Potential Serious Spinal Pathologies. J Orthop Sports Phys Ther. 2020. PMID 32438853
- Fardon DF et al. Lumbar disc nomenclature: version 2.0. Spine J. 2014. PMID 24768732
Contenuto informativo: non sostituisce la visita medica, la diagnosi o una terapia personalizzata. Illustrazioni didattiche semplificate.