Quando una paziente mi racconta di diastasi addominale e, nello stesso momento, di un mal di schiena che non passa, la domanda che arriva quasi sempre è la stessa: «Dottore, è la diastasi che mi fa male alla schiena?».
È una domanda onesta. Dopo un parto, o con il passare degli anni, la parete addominale può cambiare: i retti si allontanano, la linea alba diventa più lassa, la pancia «si sente» diversa. Accanto a questo, spesso compare anche un dolore lombare. Mettere insieme le due cose è naturale. Ma in medicina l’associazione non è automaticamente una causa.
In questo articolo ti spiego come penso io alla diastasi e al rapporto con la colonna: partendo da un’immagine semplice, la scatola. Vedremo cosa sappiamo davvero dagli studi, cosa non è dimostrato, e perché Pilates ed esercizio mirato restano centrali per avere muscoli stabili, forti ma dinamici.
L’addome come scatola
Immagina l’addome come una scatola a sei «pareti».
- Davanti: il retto dell’addome e gli obliqui.
- Sopra: il diaframma, che scende e sale a ogni respiro.
- Sotto: il pavimento pelvico.
- Dietro: la colonna lombare, con i muscoli profondi che la accompagnano — in particolare i due psoas e i due multifidi, che lavorano vertebra per vertebra.
Quando queste pareti cooperano, il controllo al centro del tronco aiuta a stabilizzare la colonna lombare. Gli studi di Hodges e colleghi legano il controllo anticipatorio dei muscoli profondi alla stabilità lombare (Hodges 2005, PMID 16023475). Anche il pavimento pelvico entra in questo dialogo (Sapsford 2001, PMID 11135380).
Se una parete lavora meno — per esempio la parete anteriore dopo una diastasi — la scatola può diventare meno «compatta». Questo non significa automaticamente dolore. Significa che il sistema di sostegno può dover riorganizzarsi, e che a volte il carico si sposta su altri segmenti, colonna compresa.
Cosa è (e cosa non è) la diastasi
La diastasi dei retti (DRA, diastasis recti abdominis) è l’allontanamento dei due muscoli retti lungo la linea alba. Non è un’ernia: è un allargamento della fascia che unisce i retti al centro. Può comparire in gravidanza e postpartum, ma anche in altri contesti di aumento di pressione addominale o di cambiamenti tessutali con l’età.
Studi di follow-up mostrano che la diastasi è frequente nel postpartum e può persistere a distanza (Sperstad 2016, PMID 27324871; Fernandes da Mota 2015, PMID 25282439; Harada 2022, PMID 33283590).
Quello che vedo in ambulatorio coincide con la letteratura: molte persone hanno una diastasi misurabile; non tutte hanno dolore; e tra chi ha dolore, non sempre la diastasi è il pezzo decisivo del puzzle.
Cosa dice la scienza
Qui serve chiarezza, perché online si legge di tutto. Ho scelto studi verificati su PubMed: per ciascuno trovi il link e, soprattutto, i suoi limiti.

Una revisione sistematica di Sokunbi e colleghi (2023) ha esaminato il rapporto tra DRA e lombalgia: in circa il 61,5% degli studi inclusi non ha trovato un’associazione tra diastasi e low back pain (Sokunbi 2023, PMID 36894002). Tradotto in parole semplici: diastasi e mal di schiena a volte si presentano insieme, ma la causa diretta non è dimostrata. Non possiamo dire, con le prove disponibili, che «la diastasi causa il mal di schiena» in modo lineare.
Questo non sminuisce il disagio di chi ce l’ha entrambe. Significa invece che la valutazione deve essere completa: postura, forza del core, pavimento pelvico, controllo del carico, abitudini quotidiane, e — quando serve — anche la parete addominale dal punto di vista chirurgico.
Altri lavori collegano funzione della parete, core e sintomi (Wang 2020, PMID 31197430) e aggiornano il ruolo dell’esercizio nella DRA (Hagovská 2024, PMID 39154519; Beamish 2025, PMID 39694630; Gluppe 2023, PMID 37286390).
In sintesi scientifica, per me:
- L’associazione DRA–lombalgia non è costante né causalmente dimostrata (Sokunbi 2023).
- Il controllo del tronco e l’integrazione diaframma–addome–pavimento pelvico restano rilevanti per la stabilità lombare (Hodges, Sapsford).
- L’esercizio è lo strumento di prima linea per migliorare funzione e sintomi, anche quando la distanza inter-retti non si «chiude» del tutto (Hides, Yamato, Beamish, Gluppe, Hagovská).
Perché Pilates ed esercizio aiutano (anche se non «chiudono» tutto)
Quando parlo di esercizio non intendo «fare addominali a raffica». Anzi: certi crunch mal impostati possono aumentare la pressione sulla linea alba in modo poco utile. Preferisco un lavoro che costruisca muscoli stabili, forti ma dinamici: controllo del respiro, attivazione del trasverso, integrazione con pavimento pelvico, progressione graduale verso carichi funzionali.
Hides e colleghi hanno mostrato, già all’inizio degli anni 2000, quanto il recupero dei muscoli profondi (multifido in particolare) conti nella prevenzione delle recidive di lombalgia (Hides 2001, PMID 11389408). Yamato e colleghi, in una revisione Cochrane, hanno riassunto l’efficacia dell’esercizio per la lombalgia cronica non specifica: l’esercizio riduce dolore e disabilità in modo clinicamente rilevante rispetto a pochi interventi o a nessun trattamento (Yamato 2016, PMID 26679894).
Il Pilates, se ben guidato, si presta bene a questo lavoro: consapevolezza del centro, controllo, progressione. Non è l’unica strada — fisioterapia e allenamento funzionale funzionano altrettanto — ma è un linguaggio che molte pazienti riescono a mantenere nel tempo.
Un punto importante: migliorare la funzione non equivale sempre a far sparire la diastasi misurata in centimetri. Si può stare meglio, avere più stabilità e meno dolore, anche se la distanza inter-retti resta in parte aperta. È un messaggio liberatorio, e scientificamente onesto.
Quando entra in gioco la valutazione della parete addominale
Non tutte le diastasi richiedono un intervento chirurgico. Molte si gestiscono con riabilitazione, esercizio e follow-up. In alcuni casi, però — diastasi ampia, sintomi funzionali importanti, associazione con ernie della linea alba o con altre patologie di parete — è utile una valutazione specialistica di chirurgia della parete addominale.
Al poliambulatorio Ortho-Next di Lainate (Viale Rimembranze 43) riceve anche il Dr. Alessandro Falcone (@dr.alessandro.falcone), chirurgo della parete addominale: diastasi, ernie inguinali laparoscopiche/robotiche, diastasi dei retti. Se stai leggendo questo articolo perché ti interessa il tema, ti invito a taggarlo o a chiedergli di commentare: il dialogo tra colonna e parete addominale è proprio il punto in cui collaboriamo.
Io, come ortopedico della colonna, mi occupo del pezzo «dietro» della scatola. Lui valuta il pezzo «davanti». Quando serve, costruiamo un percorso più completo — senza scorciatoie.
Cosa puoi fare già da oggi (senza forzare)
- Respira con la pancia, senza trattenere il respiro negli sforzi.
- Evita di «spingere fuori» la pancia negli addominali classici se senti la linea alba cedere.
- Preferisci esercizi di controllo (trasverso, ponte, bird-dog, lavoro in quadrupedia) prima di carichi intensi.
- Integra pavimento pelvico e diaframma: sono parte della stessa scatola.
- Se hai avuto un parto recente, fatti seguire da un professionista prima di tornare ad allenamenti aggressivi.
- Se il mal di schiena dura, peggiora, o scende lungo la gamba, fatti valutare: non attribuire tutto alla diastasi.
Se preferisci lavorare da casa con un percorso guidato, nello store Ortho-Next trovi anche la telefisioterapia / fisioterapia in casa: utile per chi vuole continuità senza spostarsi ogni volta.
Domande frequenti
La diastasi causa sempre mal di schiena?
No. Gli studi non dimostrano un nesso causale costante. Diastasi e lombalgia possono coesistere, ma in molti lavori l’associazione non emerge (Sokunbi 2023).
Devo operarmi per far passare il mal di schiena?
Non di default. Prima si valuta funzione, esercizio e quadro clinico completo. La chirurgia di parete ha indicazioni specifiche, non è «la cura» della lombalgia.
Il Pilates chiude la diastasi?
Può migliorare controllo, forza e sintomi. La riduzione della distanza inter-retti non è garantita in tutti i casi; il vero obiettivo clinico è spesso la funzione, non solo il centimetro.
Posso fare addominali?
Dipende da come e da quando. Meglio partire da esercizi di controllo e progressione, evitati i crunch aggressivi se la linea alba è ancora lassa. Un fisioterapista o un istruttore esperto fa la differenza.
Quando serve una visita?
Se il dolore lombare persiste oltre qualche settimana, peggiora, irradia alla gamba, o se la diastasi è ampia e limita la vita quotidiana. Visite a Lainate, Milano e online.
In sintesi
L’addome è una scatola: davanti i retti e gli obliqui, sopra il diaframma, sotto il pavimento pelvico, dietro la colonna con psoas e multifidi. Quando le pareti lavorano insieme, la lombare è più stabile. La diastasi allenta la parete anteriore; diastasi e mal di schiena a volte camminano insieme, ma la causa non è dimostrata. Pilates ed esercizio mirato costruiscono muscoli stabili. E quando serve uno sguardo sulla parete, a Ortho-Next Lainate c’è anche il Dr. Falcone.
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Fonti
- Sokunbi G et al. Relationship between diastasis recti abdominis and low back pain. 2023. PubMed 36894002
- Sperstad JB et al. Diastasis recti abdominis during pregnancy and 12 months after childbirth. Br J Sports Med 2016. PubMed 27324871
- Fernandes da Mota PG et al. Prevalence and risk factors of diastasis recti abdominis from late pregnancy to 6 months postpartum. Man Ther 2015. PubMed 25282439
- Hodges PW et al. Intra-abdominal pressure increases stiffness of the lumbar spine. J Biomech 2005. PubMed 16023475
- Sapsford RR et al. Co-activation of the abdominal and pelvic floor muscles during voluntary exercises. Neurourol Urodyn 2001. PubMed 11135380
- Harada BS et al. Diastasis recti abdominis: clinical aspects. 2022. PubMed 33283590
- Wang Q et al. Abdominal wall and low back pain related work. 2020. PubMed 31197430
- Hagovská M et al. Exercise and function in diastasis recti. 2024. PubMed 39154519
- Beamish N et al. Exercise and functional recovery in DRA. 2025. PubMed 39694630
- Gluppe SB et al. Effect of exercise on inter-recti distance and symptoms. 2023. PubMed 37286390
- Hides JA et al. Long-term effects of specific stabilizing exercises for first-episode low back pain. Spine 2001. PubMed 11389408
- Yamato TP et al. Motor control exercise for chronic non-specific low-back pain. Cochrane Database Syst Rev 2016. PubMed 26679894