Ho male. Da dove si comincia davvero?
È la frase che sentiamo più spesso.
Non “che terapia devo fare?”, non “quanti cicli servono?”, ma semplicemente:
«Ho male. Da dove si comincia?»
Ed è una domanda legittima.
Perché quando il dolore arriva, non hai voglia di spiegazioni lunghe, vuoi solo che smetta.
Nel nostro poliambulatorio partiamo sempre da qui: capire in che fase sei

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Quando il dolore è acuto: prima calmarlo, poi ragionare
Se hai dolore adesso, intenso, che limita anche i gesti più semplici, parlare subito di esercizi spesso non ha senso.
In questa fase la massoterapia non è un vezzo, né un massaggio “di relax”.
È uno strumento terapeutico con uno scopo preciso: abbassare il rumore del dolore.
Riduciamo la contrattura, miglioriamo la circolazione, diamo al sistema nervoso un segnale chiaro: puoi rilassarti.
Solo così il corpo torna disponibile a fare il passo successivo.
Ed è importante dirlo chiaramente:
👉 la massoterapia non è la cura definitiva, ma è spesso la porta d’ingresso giusta.
E poi? Se il dolore passa, finisce tutto?
Qui arriva il punto che molti scoprono troppo tardi.
Il dolore diminuisce, ti senti meglio… e dopo qualche settimana torna.
Magari nello stesso punto, magari da un’altra parte.
Perché?
Perché il dolore è spesso solo il sintomo finale di un problema più profondo: postura, controllo motorio, carichi sbagliati, muscoli che non lavorano insieme.
Qui entra in gioco la fisioterapia attiva e la ginnastica posturale.
Non esercizi “a caso”, ma lavoro guidato, personalizzato, progressivo.
È il momento in cui non si spegne l’allarme, ma si sistema l’impianto elettrico.
È il lavoro che richiede più impegno, ma che fa la differenza nel tempo.
“Ma io ho paura di muovermi, ho sempre dolore…”
Ed è una paura comprensibile.
Per questo non tutti iniziano subito “a terra” o in palestra.
Per alcuni pazienti, la soluzione migliore è l’hydrobike in acqua calda.
L’acqua scarica il peso, il calore rilassa, il movimento diventa possibile.
Non è una lezione di gruppo: è un lavoro uno a uno, controllato, sicuro.
Molti pazienti riescono a fare in acqua quello che a secco non osano nemmeno provare.
E da lì si riparte.
E se non posso venire sempre in studio?
Succede spesso.
Lavoro, distanza, famiglia, interventi chirurgici recenti.
Per questo abbiamo strutturato la tele-fisioterapia.
Non video generici, non app impersonali.
Una videochiamata WhatsApp, con il terapista che ti segue, corregge, adatta, ti accompagna.
Il percorso non si interrompe. Cambia solo il mezzo.
La continuità, nella riabilitazione, vale più di qualsiasi tecnica miracolosa.
Perché a volte chiediamo anche una visita cardiologica?
Questa è una domanda che spiazza.
«Ma io ho mal di schiena, cosa c’entra il cuore?»
C’entra perché vogliamo sapere quanto puoi fare in sicurezza.
La visita cardiologica ci dà una fotografia della tua capacità funzionale, della tua “energia disponibile”.
È una cartina di tornasole, non un ostacolo.
Serve a lavorare meglio, non a fermare nessuno.
Un solo link, tante possibilità (non una scelta a caso)
Tutti questi servizi – massoterapia, fisioterapia, hydrobike, tele-fisioterapia, visite – sono prenotabili da un unico link.
Non perché siano tutti uguali.
Ma perché il percorso cambia nel tempo, e vogliamo che sia semplice adattarlo a te.
Lo stesso link serve:
- al paziente, per entrare nel percorso giusto
- al terapista, per proporre il passo successivo
- al team, per parlare la stessa lingua